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Dal "Notiziario del Settore Tecnico"
Valutazione
del giovane portiere: Esordienti e Pulcini
di
Enrico Sarli
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Quando siamo di fronte
ad un giovane portiere ci dobbiamo domandare cosa sappia
effettivamente fare in questo ruolo. Per saperlo esiste un criterio di
valutazione, suddiviso per fasce di età, anche se l'età biologica e
quella anagrafica non sempre coincidono nella fase dello sviluppo. Ciò
che si vuole realizzare in una certa fascia di età non può essere
riproposto in quella successiva, salvo nei casi che il portiere non sia
ancora in possesso di alcuni fondamentali. 1.durante le
esercitazioni tecniche; 2.nelle
situazioni di gioco durante l'allenamento; 3.durante la
gara. La valutazione,
in generale, deve tenere conto: 1.del bagaglio
di esperienze motorie; 2.della
capacità di attenzione e di apprendimento; 3.della qualità e della quantità del lavoro specifico svolto in precedenza (tabella 1). Le capacità coordinative e condizionali meritano una valutazione particolare (tabelle 2 e 3). Le capacità coordinative e condizionali formano le caratteristiche di un portiere (tabella 4).
Nella tabella 5 sono elencati i principali movimenti che un portiere compie in porta.
Per lo sviluppo
di tutte queste caratteristiche tecniche, viene proposto il seguente
programma di lavoro: 1.tuffo: a volo
con presa; La valutazione
del portiere, cioè la verifica del lavoro svolto in allenamento, deve
avvenire nel corso della gara vera e propria, attraverso una scheda
sulla quale verrà riportato il numero delle azioni svolte dal portiere,
suddivise in azioni offensive ed azioni difensive. Tutti i valori
osservati saranno poi espressi in percentuale relativamente al tempo
effettivo di gioco ed al numero degli interventi specifici effettuati,
calcolando quindi il numero medio degli interventi e l'intervallo medio
di tempo tra un intervento e l'altro. A titolo di esempio si riportano
alcuni dati ottenuti dall'osservazione, nella stagione sportiva 98/99,
del Campionato Esordienti e Pulcini
appartenenti al Comitato Regionale Giovanile Calabrese e
paragonati col dato riferito agli adulti (Campionato di Promozione): - rilancio
calciato Esordienti 4,74% - rilancio
calciato Pulcini 11,38% - rilancio
calciato adulti 24,80% -
intercettazione del pallone Esordienti 18,58% -
intercettazione del pallone Pulcini 21,03% -
intercettazione del pallone adulti 11,50% La valutazione
fisico-atletica si effettua attraverso alcuni test oggettivi, facendo
riferimento ai "test di ingresso" che permettono di valutare
le capacità di forza e di velocità. Oltre alle qualità condizionali
verificheremo anche le capacità coordinativi valutabili con percorsi
comprendenti agilità, acrobazia e destrezza. Questo tipo di circuito,
della durata di 4-5 minuti, comprende skip alti e bassi, passi
incrociati, galoppi laterali in rapida esecuzione e continui, variazione
della frequenza dei passi. Dovrà essere osservata la capacità alla
destrezza fine, cioè lo svolgimento rapido di quei compiti motori che
si svolgono in uno spazio stretto e che richiedo scarso impiego di forza
ma molta precisione e rapidità. Questa capacità è correlata a quella
di reazione e per eseguire tutto ciò il portiere ha bisogno della
capacità di orientamento che gli permette di determinare con esattezza
la propria posizione nello spazio in relazione a quella degli avversari,
dei compagni e del pallone, in altre parole il senso di posizione. Nella
proposta di lavoro annuale si fa riferimento ad una serie di argomenti
che vengono proposti per alcune settimane (cicli e microcicli). I
microcicli hanno il compito di coordinare tra loro carichi diversi e
prevedono l'alternanza di una o più sedute intense, seguite da altre di
media intensità o di recupero. Nella prima fase è previsto l'uso di
carichi di allenamento, nella seconda sono previste esercitazioni di
recupero e di riposo assoluto. In generale i microcicli si possono così
suddividere: 1.Microcicli
preparatori, caratterizzati da sollecitazioni non intense; 2.Microcicli
d'urto, caratterizzati da una elevata difficoltà ed incremento dei
volume e dell'intensità dei lavori; 3.Microcicli
speciali che iniziano a simulare le reali condizioni di gara, 4.Microcicli di
rigenerazione o transizione che riguardano prevalentemente
l'organizzazione individuale. Il lavoro
a cicli viene proposto nel periodo precampionato o durante le pause
dell'attività agonistica e vedrà sviluppato un lavoro fisico-atletico
e tecnico. Fatto il distinguo tra i vari cicli, il lavoro da inserire
viene dettato dalla settimana tipo di base. A sua volta la settimana
tipo può essere modificata in base agli eventi annotati durante la gara
(in base alle risultanze della scheda di cui sopra) o in seguito a
particolari simulazioni. |