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dal "Notiziario del
Settore Tecnico"
Ridiamo
importanza al palleggio
di
Gianni Leali
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Quando esistevano i N.A.G.C., cioè i cosiddetti Nuclei di Addestramento per Giovani Calciatori che altro non erano che delle piccole scuole di calcio dapprima organizzate e condotte direttamente dal Settore Tecnico della FI.G.C. e successivamente dalle società calcistiche con la supervisione del Settore Tecnico tramite i suoi istruttori regionali, al palleggio veniva attribuita grande importanza. Sono
ancora presenti nella mia mente le immagini veramente strabilianti dei
tanti bambini, di età compresa tra i 10 e i 14 anni, che, a
Coverciano, in occasione del Trofeo N.A.G.C., riuscivano a mantenere
tranquillamente il pallone in volo, senza cioè farlo cadere per
terra, per molti minuti. Qualcuno addirittura per oltre un'ora. Ciò
ovviamente era possibile in virtù di un addestramento specifico, cui
sistematicamente venivano assoggettati quei bambini dai loro
istruttori. Addestramento che, in verità, in molti casi era talmente
esasperato da occupare la maggior parte del tempo di ogni seduta di
allenamento e da risultare così finalizzato più alla formazione
del "giocoliere" che non del giocatore di calcio vero e
proprio. Fu
questo il motivo che spinse il Settore Tecnico, dopo alcune edizioni
del Trofeo N.A.G.C., a ridurre a 5 minuti la durata massima
raggiungibile nell'apposita prova di palleggio. Verso
la fine degli anni '70 i N.A.G.C. furono aboliti e differenti
procedure didattiche e una diversa impostazione programmatica furono
introdotte nella formazione tecnica dei giovani calciatori. A
prescindere dal problema - già da noi ampiamente trattato in
precedenti articoli del Notiziario - di quale sia il metodo più
razionale ed efficace dell'insegnamento della tecnica calcistica, se
quello basato, sin dall'inizio del processo di addestramento dei
giovani calciatori, soprattutto sulla ripetizione di situazioni di
gioco simili a quelle che si verificano in gara o quello più
tradizionale (dei N.A.G.C.) che considera come condizione prioritaria
per l'addestramento della tecnica applicata la perfetta assimilazione
ed esecuzione dei cosiddetti "fondamentali" in forma pressoché
stereotipata ed isolata dagli altri fattori del gioco (tattici e di
condizione fisica), sta di fatto che oggigiorno, a differenza del
passato, vediamo sempre meno in allenamento bambini impegnati per
svariati minuti in esercitazioni di palleggio. Si ha l'impressione, in
altri termini, di essere passati da un'epoca in cui all'abilità di
palleggio veniva attribuita molta importanza ad un'altra di scarsa
considerazione e quindi di scarsa attività addestrativa di questo
gesto tecnico. Forse,
anzi sicuramente, non era giusto costringere in ogni seduta di
allenamento i bambini ad estenuanti esercitazioni di palleggio con
l'obiettivo primario di aumentare sempre più in termini di
durata la loro capacità di mantenere il pallone in volo, ma
trascurare o sottovalutare quasi del tutto tale abilità ci sembra
altrettanto sbagliato. È con il palleggio, infatti, che
l'allievo può acquisire ed affinare quella "sensibilità del
pallone" senza la quale ogni altro elemento tecnico come il tiro,
lo stop, la guida del pallone, il colpo di testa, ecc. non può essere
eseguito con la necessaria disinvoltura. Il palleggio non è fine a se
stesso. Esso serve al perfezionamento di ogni altro movimento di
gioco, migliora il controllo del proprio corpo, affina la capacità di
equilibrio e di ritmizzazione. Palleggiare con i piedi, alternando
l'uso del destro e del sinistro, abitua a contrarre e decontrarre i
muscoli interessati in modo appropriato ed economico. Inoltre l'accusa che la tendenza al
palleggio prolungato rappresenti una condannabile forma di
esibizionismo, dannosa al futuro inserimento in un gioco di squadra,
non ha senso nei confronti del giovane, per sua natura individualista
ed egocentrico. Il fanciullo è sensibile a tutto ciò
che è appariscente ed eccitante (ed il palleggio lo è) e vi si
dedica volentieri, specialmente se si accorge che non è difficile
diventare un buon palleggiatore. Progredendo nel palleggio egli
acquista fiducia in se stesso e nei propri mezzi e comincia a
considerare il pallone un amico sempre pronto ad obbedirgli e a fare
tutto ciò che lui vuole. All'inizio era esattamente il contrario. Il
pallone raramente gli obbediva e lo costringeva a rincorrerlo
continuamente e a seguire i suoi capricci. In ogni seduta di allenamento,
qualunque sia l'elemento tecnico su cui l'istruttore vorrà
maggiormente insistere in quel giorno, si dovranno perciò sempre
dedicare alcuni minuti agli esercizi di palleggio, di cui esiste una
serie molto vasta dai più semplici (come il palleggio con la coscia)
a quelli più complessi di mantenere il pallone in volo colpendolo con
il piede, con la coscia, con la testa secondo un ordine prestabilito.
L'istruttore dovrà limitarsi a dare le principali indicazioni, quindi
le inevitabili correzioni. Salvo casi particolari, è preferibile che
il ragazzo impari da sé, per tentativi. Con gli atleti più piccoli
si consiglia di iniziare l'addestramento al palleggio con una palla di
gomma e con scarpe di tela. L'apprendimento della sensibilità di
"tocco" e del controllo della palla è infatti agevolato
dall'uso di una palla più leggera e di morbide scarpette di tela.
Ogni forma di rigidità e di forza deve essere eliminata. Il pallone
deve essere trattato con delicatezza, come se fosse un oggetto fragile
e da adoperare con la massima cura. In conclusione, ridiano gli
istruttori di giovani calciatori importanza e il giusto spazio alle
esercitazioni di palleggio, considerino l'acquisizione dell'abilità
in tale gesto un obiettivo didattico importante da perseguire fin
dai primi passi calcistici e per tutto il periodo evolutivo in quanto
il controllo del pallone non è fine a se stesso, ma serve ad una
sempre migliore esecuzione di tutti i movimenti inerenti il contatto
uomo-palla, cioè della tecnica "vera" del football che deve
rappresentare l'obiettivo primario e fondamentale di tutta la
preparazione giovanile. Ecco una serie di esercizi di
palleggio. Palleggi con la coscia. Palleggi con il dorso del piede. Palleggi di piede e di coscia. Palleggi di testa al muro. Palleggi di testa sul posto o in
leggero avanzamento. Palleggi di testa a due. Palleggi di testa a tre in fila con
colpo all'indietro
Palleggi di testa a tre in
triangolo.
Palleggi di testa con colpo
all'indietro a gruppi di quattro.
Palleggi
liberi di piede, di coscia e di testa. |